Un paio di info su FastWeb

vbimport

#1

Ciao a tutti, un mio amico milanese mi kiede come realmente viaggia il servizio FastWeb perke da poki giorni anke nella sua abitazione è possibile installare il servizio su fibra ottica.
C’è qualcuno che l’ha provata oppure ce l’ha attualmente e mi può dare un paio di informazioni?

  • Velocita in scarico reale (dall’italia e dall’estero)
  • E’ vero che il servizio FTP non funziona?
  • E’ vero che non è possibile collegarsi ai server IRC DALnet?

Grazie per la pazienza!


#2

la ho in ufficio e la navigazione e’ molto buona, sensibilmente superiore alla isdn che ho a casa anche se pensavo meglio.
il download invece e’ spaventoso, senza alcun programma di download manager la media e’ di 200 k/sec.
tieni pero’ conto che si tratta di una utenza biz ove sono collegati
contemporaneamente almeno 400 postazioni …
il collegamento home, dovendo garantire lo streaming tv con qualita’ digitale deve essere superiore ed infatti mi hanno parlato di medie da 800 k/sec.
a dicembre quando arrivano a casa mia cablo immediatamente.
da paura …


#3

come fai a sapere che da te arriva a dicembre? sul sito non dice nulla e al tel non sanno niente :confused:

cmq per quanto riguarda gli ftp, dovrebbe funzionare che non puoi creare server ftp dal tuo pc, con programmi tipo serv-U G6 e simili, ma l’accesso e il download e uload ai normali siti ftp è del tutto usufruibile :slight_smile:
questa dovrebbe essere l’unica limitazione, e cioè che il proprio pc non può hostare siti o server ftp e quindi essere direttamente visibile al web.
Icq, msn, irc sono tutti funzionanti.

Così so io, se qualcuno può aggiungere o correggere qualche cosa lo faccia :):slight_smile:


#4

Se vai sui newsgroups it.tlc.telefonia.adsl e it.tlc.telefonia.isdn vedrai i commenti degli utenti.
Io ho trovato dei post di gente che si lamentava perché andava a “soli” 800 KBytes/S (!!). :eek:


#5

Io l’ho a casa da qualche settimana è il modo più bello per navigare e scaricare. Tieni presente che scarico se il sito mi sta’ dietro un 650 mega in circa 22 minuti !!!

Massimo del download su tucows mirrorato da fastweb a 980K al sec.

Ciao e appena puoi abbonati a fastweb !!


#6

toccati 1.2m/sec sei mesi fa in download ormai e’ 1 anno non tornerei + indietro anche se mi pagassero qualsiasi tipo di abbonamento
chau a todos


#7

Oltre a fast web via cavo chi c’ è ?
Ve lo chiedo perchè io sono in africa (terronia) (sud) (campania) qui non sanno neanche cosa sia la fibbra ottica usano i modem a manovella quelli con la corda!
Cmq mica sapete chi fa servizi di fibbra ottica al sud?
Fast web quando si diffonderà anche dalle mie parti?

Andrea1


#8

come fai a sapere che da te arriva a dicembre? sul sito non dice nulla e al tel non sanno niente

semplicemente ho telefonato indicando la via ed il numero civico.
dove ero prima residente avevo fatto la stessa cosa e mi avevano dato delle previsioni di arrivo poi rispettate.
purtroppo ho poi cambiato residenza.:mad:


#9

Originally posted by dr.jekyll
[B]come fai a sapere che da te arriva a dicembre? sul sito non dice nulla e al tel non sanno niente

semplicemente ho telefonato indicando la via ed il numero civico.
dove ero prima residente avevo fatto la stessa cosa e mi avevano dato delle previsioni di arrivo poi rispettate.
purtroppo ho poi cambiato residenza.:mad: [/B]

Che sfigha!!

Andrea1


#10

Originally posted by Andrea1
[B]Oltre a fast web via cavo chi c’ è ?
Ve lo chiedo perchè io sono in africa (terronia) (sud) (campania) qui non sanno neanche cosa sia la fibbra ottica usano i modem a manovella quelli con la corda!
Cmq mica sapete chi fa servizi di fibbra ottica al sud?
Fast web quando si diffonderà anche dalle mie parti?

Andrea1 [/B]

Abbi fede. FastWeb aveva dichiarato che sarebbe arrivato entro dicembre anche a Napoli. :wink:


#11

quasi mi dimenticavo, se fast web non sara’ disponibile nella
vs. strada entro 12 mesi (mi pare) fastweb e’ disponibile
ad installare nel frattempo una linee adsl alcosto pero’
del contratto fastweb.
informazione ‘‘soffiata’’ da un installatore poi confermata dal 192.192.

auguri


#12

Fast Web
credo che possa interessare a tutti

"A settembre iniziativa politica per l’accesso alla banda larga a Milano e nelle altre città cablate

L’iniziativa di Decoder per garantire l’accesso alla banda larga alle organizzazioni no profit e low profit continua dopo l’estate. Il primo incontro, organizzato a metà luglio, ha visto la partecipazione di molti operatori della rete, hackers, comunità virtuali e politiche. Erano presenti consiglieri comunali Basilio Rizzo (Miracolo a Milano), Atomo Tinelli (RifCom) e Maurizio Baruffi (Verdi), che hanno assicurato il loro sostegno alle proposte di Decoder. Il dibattito ha messo in luce le anomalie e la scarsa trasparenza dell’operazione, già segnalate in questo sito nell’approfondimento “Le troppe anomalie di Fastweb”. Sarà data vita ad una newsletter informale fra i partecipanti ed altri soggetti da loro segnalati.
Al di là della presa di posizione contro il sostanziale esproprio per fini di utilità privata di risorse pubbliche (sul quale saranno compiuti ulteriori approfondimenti su documenti scottanti), è stata sottolineata la necessità di una azione politica per affermare il diritto all’accesso alla banda larga come espressione di un diritto fondamentale di cittadinanza e di espressione.
La scelta tecnologica perseguita da Fastweb è una scelta che attenta
fortemente ai diritti alla comunicazione di tutti noi. Il fatto di privilegiare una scelta incentrata su IP mobili, invece che su IP fissi, costringerà gli utenti normali (quelli che sigleranno il contratto Family, per intenderci, al costo attuale di circa 1.600.000 all’anno) a diventare solamente dei consumatori monodirezionali del flusso di informazioni che proverrà da Fastweb.
La richiesta minimale che deve essere fatta è quella di avere una struttura tecnologica di comunicazione bidirezionale, in cui ognuno possa diventare anche produttore di informazioni e non solo onsumatore passivo di tv on demand (che è poi il core economico del progetto Fastweb).
Una scelta incentrata sui paradigmi dell’IP mobile farà per certi versi di Milano l’unica (o tra le poche città al mondo) città tagliata fuori dal flusso comunicativo, rischiando di far arretrare la sua utenza a una situazione preBBS, alla metà degli anni ottanta quindi. Bisogna invece affermare con forza la necessità tutta politica di una battaglia sul diritto alla comunicazione e la sua imprescindibilità nella definizione dei nuovi diritti dell’uomo nell’età digitale."

preso di netto su www.decoder.it


#13

Le troppe anomalie di Fa® WeBB

Il cablaggio di Milano viene fatto in forme uniche al mondo che, presentate per avanguardia tecnologica, sembrano piuttosto dettate da vecchi sistemi di gestione della cosa pubblica.

L’obiettivo della Giunta di fare di Milano il primo esempio al mondo di città cablata in fibra ottica avanza a grandi passi. Ormai quasi tutto il centro storico e diverse zone periferiche sono stati sventrati e ricuciti per far passare i dotti contenenti le fibre, che arrivano fino alla base di abitazioni ed uffici; anche i collegamenti dell’ultimo miglio vengono realizzati in tempi rapidi e senza intoppi; efficienti promotori suonano alla porta ed offrono servizi di connessione telefonica e a Internet in combinazione con video on demand ed informazioni; gli abbonamenti ai servizi crescono di giorno in giorno ed è realistico pensare che nel giro di un paio d’anni si arriverà ad un’interconnessione completa di tutte le zone nevralgiche della città , con vantaggi per imprese, istituzioni e cittadini. Ma l’operazione mostra troppe singolarità per lo meno sospette, e diversi interrogativi sorgono legittimi.

Perché la fibra?
Anche negli U.S.A. ed in altri Paesi europei ci si muove verso il cosiddetto “servizio universale”: città interamente cablate per offrire un volano di opportunità alle imprese e per soddisfare la domanda di collegamenti in rete sempre più veloci e con maggiore capacità di trasmissione dei dati. Quel che è strano è che da nessuna parte si è scelta la strada della fibra ottica per il cablaggio cittadino. Negli U.S.A. le proiezioni indicano che nel 2005 non più del 3-4% degli accessi sarà in fibra ottica; in Gran Bretagna non più del 5%. Accessi speciali, dedicati ad utenze con grandissimi volumi di traffico, non a normali utenti, che invece sono collegati attraverso il doppino telefonico, che consente di sopportare volumi di traffico non molto dissimili. La ragione principale è il costo: collegare un utente con il doppino costa circa 1.000 dollari, che diventano 10.000 se si usa la fibra ottica. E’ vero che i servizi offerti da Fastweb sono a pagamento, ma quanto tempo occorrerà perché il prezzo pagato dagli utenti consenta di coprire i costi iniziali, i costi di esercizio, i costi di acquisto dei contenuti, ed assicuri un profitto? Le stime dicono: almeno trent’anni, nella migliore delle ipotesi. Visto che Fastweb è una società commerciale, votata al profitto, la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: perché è stata scelta una strada che consente una remunerazione così incerta degli investimenti?

La separazione fra NetCo e ServCo.
In tutti i progetti di cablaggio urbano, così come in generale nella gestione di tutte le infrastrutture essenziali (telefonia fissa e mobile, gas, acqua, energia) vi è una distinzione fondamentale fra imprese (NetCompanies) che si occupano della costruzione e gestione della rete e dell’offerta di servizi “all’ingrosso” a carriers indipendenti e imprese (ServCompanies) che vendono servizi a prezzi differenziati secondo le esigenze dell’utente. E’ accaduto così anche a Milano: la NetCo è Metroweb, società che si cura della costruzione e gestione della rete e che affronta i costi della posa in opera dei cavi e dei collegamenti all’utente finale; la ServCo è Fastweb, che vende agli utenti i servizi (collegamento veloce a Internet, telefonia, video on demand) resi possibili dallo sfruttamento della rete. La struttura proprietaria di queste due società è singolare: Metroweb è posseduta per il 67% da AEM, la ex municipalizzata dell’energia milanese, ora privatizzata e quotata in borsa ma ancora a controllo pubblico, e per il 33% da e.Biscom, società quotata al Nuovo mercato il cui 34,9% è detenuto da Silvio Scaglia, eminenza grigia delle telecomunicazioni dotato di un consistente capitale personale derivante dall’esercizio di stock options della società di telefonia di cui era manager, ed il 35,2% dalla famiglia dei finanzieri Micheli, più una piccola quota di Pirelli ed altri investitori. Fastweb è invece controllata al 56,5% da e.Biscom, mentre AEM detiene il 37,7%.

Privatizzare gli utili e socializzare le perdite?
L’analisi della struttura societaria sembra svelare l’arcano: Metroweb, che sopporta i costi rilevantissimi della posa in opera dei cavi, della gestione della rete e del collegamento all’utente finale (costi resi dieci volte più elevati del normale per la scelta della fibra ottica), è per il 67% di AEM, che dunque si addossa quei costi per i 2/3. Siccome AEM è in maggioranza a capitale pubblico, si può dire che i costi del cablaggio milanese incombono per la maggior parte sulla collettività . In Fastweb, che invece vende i servizi al pubblico (l’affare più remunerativo), utilizzando la rete di Metroweb, i rapporti sono invertiti: AEM ha poco più di un terzo del capitale, e la larga maggioranza è di e.Biscom. Sulla carta, anche Metroweb dovrebbe poter generare ricavi: dall’offerta di “fibre nude”, cioè di semplici accessi alla rete, dietro il pagamento di un canone. Tuttavia, anche se Metroweb afferma di offrire indifferentemente i suoi servizi a chiunque gliene faccia richiesta, ad operatori diversi da Fastweb (come Colt e Albacom) sono state date solo poche briciole, per servizi specialistici destinanti ad utenze ridottissime, mentre il grosso della rete è offerto solo a Fastweb, a condizioni che non sono rese note. I bene informati dicono che per Fastweb il prezzo è di circa 5.000 lire al metro, per gli altri 15.000. Gli economisti dicono che il mercato dà sempre i segnali più chiari: ebbene, alla quotazione di e.Biscom (la cui collocazione ha avuto un buon succeso) è immediatamente seguita la caduta in borsa del prezzo delle azioni di AEM.

Com’è stata scelta Fastweb?
A Roma, quando si è deciso di iniziare il cablaggio, è stato fatto un bando per selezionare le ServCo interessate. Da 25 si è passati a 3 contendenti, e poi la scelta è caduta su chi offriva le condizioni migliori (la compagnia spagnola Telefonica). In tutte le città italiane ed europee la scelta del gestore è effettuata con gare d’appalto pubblico. A Milano invece la scelta è caduta su Fastweb senza effettuare alcuna gara pubblica, grazie ad una licitazione privata. Il prezzo pagato da Fastweb (30 miliardi) non è certo elevato, se si considera che il piano di cablaggio richiede investimenti per 10.000 miliardi. L’impressione di un’operazione “fatta in casa” fra Comune (socio di riferimento di AEM) e e.Biscom, in cui il grosso delle perdite grava su AEM e il grosso dei profitti andrà a e.Biscom, sembra avvalorata sia dal fatto che Fastweb si è subito rivolta alla vasta rete di imprese aderenti alla Compagnia delle Opere, sia dai vantaggi concreti di cui Metroweb gode per poter realizzare in tempi rapidi l’infrastruttura che consente a Fastweb di offrire i suoi servizi. L’Ufficio Illuminazione Pubblica di AEM (quello che presiede ai controlli e alla gestione della rete elettrica) non sembra essere mai stato così attivo nella manutenzione e nella sostituzione dei cavi come in questi ultimi mesi. Ma nello svolgimento di queste operazioni sono stati posati anche i dotti di fibra di Metroweb, e non è chiaro come siano stati ripartiti i costi. Per di più l’Ufficio ha deliberato che dopo la loro posa nessun altro operatore interessato a sviluppare una rete alternativa potrà effettuare lavori di insediamento negli stessi luoghi per 5 anni. E’ chiaro che i concorrenti rinunciano a creare altre reti, perché avrebbero costi maggiori e comunque arriverebbero in ritardo, quando il mercato è già saturato.

Quali scenari futuri?
Uno sviluppo efficiente e corretto delle reti di cablaggio urbano presuppone una pluralità di operatori, soprattutto ServCo, in concorrenza fra loro, dal cui confronto emergono prezzi ridotti, offerte su misura per i clienti, qualità dei servizi più elevata, condizioni speciali per l’utenza sociale e no profit. E’ quello che è accaduto nei voli di linea, nella telefonia fissa e mobile, ed in altri settori a recente privatizzazione. A Milano è stata fatta una scelta diametralmente opposta: un operatore in posizione dominante che sembra godere di notevoli favori e che è legato alla mano pubblica dalle convergenze di interessi riflesse dagli intrecci societari. Sarà compito degli organi di controllo delle telecomunicazioni e della borsa (e, se del caso, della magistratura) verificare la correttezza dell’operazione, anche alla luce di dati di cui non disponiamo. Nel frattempo, accordare a funzioni di pubblica utilità (istruzione, ricerca, sanità , assistenza, imprese sociali, reti civiche, enti no profit) un accesso gratuito (o comunque a prezzo di costo) alla rete a larga banda per la diffusione di informazioni e servizi, così come è avvenuto per esempio in Olanda, appare il rimedio più urgente per riequilibrare almeno in parte le distorsioni create dal monopolio che di fatto si è creato e per consentire anche alla collettività , sostanzialmente espropriata di un così rilevante valore economico e sociale, di trarre utilità concrete dall’operazione di cablaggio urbano milanese.


#14

Originally posted by dr.jekyll
[B]quasi mi dimenticavo, se fast web non sara’ disponibile nella
vs. strada entro 12 mesi (mi pare) fastweb e’ disponibile
ad installare nel frattempo una linee adsl alcosto pero’
del contratto fastweb.
informazione ‘‘soffiata’’ da un installatore poi confermata dal 192.192.

auguri

[/B]

No male come info il ftto è che si deve vedere il tipo di adsl e le peroformace che offre!

Andrea1


#15

Sinceramente, non me ne po’ fregà de meno delle notizie “genoa-social-forum” style. E se si realizza quello che fu il fallito progetto Stream originario, con in più internet a banda larga 24 ore su 24 e abbandono contemporaneo del canone-rapina TELECOM con chiamate ilimitate, il tutto a 142.000 mensili, sinceramente non ci vedo niente di male. Se faccio la somma del canone liberosogno, telecom e della spesa mensile per internet e telefonia, ci rientro abbondantemente… il servizio, al momento, pare ottimo almeno quanto a Milano. Speriamo che per quando arriverà a Roma (ottobre HDSL, gennaio fibra ottica) le cose non cambino in peggio.
Ah, comunque si può disdettare con preavviso di 60 giorni, non come il canonico ANNO della Telecom. E non si tratta di ADSL, ma di HDSL, ben più performante. Andate a leggervi meglio il sito: www.fastweb.it
Infine, spero che il progressivo aumento di offerta della banda larga faccia finalmente diminuire i costi della ISDN, al momento l’unica soluzione realmente stabile, ma i cui costi paragonati ad una ADSL (mi riferisco alle connessioni a doppio canale) sono semplicemente scandalosi.
Ovviamente attendo smentita…