Palladium

Premetto che non conoscevo esattamente cio’ che esso rappresentava,leggendo questo post:
http://forum.hwupgrade.it/showthread.php?s=&threadid=324158&perpage=20&pagenumber=1
mi sono fatto una BRUTTA idea…
Varrebbe la pena di leggerselo tutto e di cercare di argomentarsi sulla questione,comunque il sunto è questo:

La morte di Linux e Apache

Un’altra conseguenza di Palladium/TCPA: se sui futuri PC potranno girare soltanto programmi autorizzati, il software libero e quello gratuito sono spacciati. I codici di autorizzazione non saranno certamente gratuiti: c’è un’infrastruttura di certificazione da mantenere e qualcuno la dovrà pagare. Di conseguenza, nessuno potrà più offrire freeware, ad eccezione dei grandi gruppi commerciali che possono permettersi di lavorare in perdita pur di togliere l’ossigeno alla concorrenza. Il vivace sottobosco dei piccoli programmatori indipendenti, che ci hanno regalato programmi storici come il già citato WinAmp, il mitico PKZip, Napster, WinMX e infinite altre chicche, sparirà .

Fondamentalmente, ogni software scritto per Windows dovrà essere certificato. Da Microsoft, ovviamente: il che significa che spetterà a Microsoft decidere quali programmi sono degni di entrare nel suo regno blindato. Questo potere si presta a ogni sorta di abuso. E’ difficile pensare che Bill Gates autorizzerà WinAmp, o i lettori Divx, o qualsiasi suite di applicazioni per ufficio diversa da Office, quando sono in diretta concorrenza con i suoi prodotti.

E che dire di Linux? In teoria è possibile realizzare una versione di Linux compatibile con i computer blindati dall’architettura TCPA, ma in pratica quel che ne viene fuori è l’ombra del Linux che conosciamo adesso. Innanzi tutto ci vuole un filantropo che paghi la procedura di certificazione (ogni software autorizzato deve essere esaminato per garantirne la sicurezza) per ogni singola versione del kernel e per ogni componente aggiuntivo del sistema operativo. Addio, quindi, alle distribuzioni Linux stracolme di software gratuito. Addio, naturalmente, anche ad Apache, il server Web più diffuso del pianeta. Il movimento open source è completamente spiazzato.

Diventa poi impossibile compilarsi un kernel su misura (non sarebbe certificato e quindi eseguibile), installare una patch e più in generale contribuire allo sviluppo di Linux. La flessibilità e libertà che sono la linfa vitale del successo di Linux sono strangolate. Anche se tutti questi ostacoli venissero superati e si arrivasse alla distribuzione di pacchetti RPM con firma digitale compatibili con Palladium/TCPA, resta il fatto che se sui nostri PC c’è un chip che decide quali programmi possiamo eseguire e persino quali file possiamo aprire, non siamo più padroni delle nostre macchine. In sostanza, Microsoft, IBM, HP e tutta l’allegra brigata del TCPA sono root sui nostri computer a casa e in azienda.

E in più, tanto per gradire, hanno debellato ogni altra possibile concorrenza presente e futura. Molto, molto astuto.

Compromessi ingannevoli

Chi se ne frega, potrebbero dire in molti. Se quattro sfigati devono rinunciare a Linux in cambio della sicurezza planetaria, pazienza, ne vale la pena. E poi perché dovremmo installare altri programmi sul nostro PC, quando Microsoft include già tutto quello che ci serve?

In fin dei conti, la separazione fra hardware e software nei computer è un’anomalia che in tutti gli altri apparecchi in casa e in ufficio non esiste. Quando acquistiamo un cellulare, un microonde, un videoregistratore, una Playstation o una telecamera, non pretendiamo di potervi installare un software alternativo; e grazie a questa integrazione fra hardware e software, questi apparecchi non vanno in crash come i PC. Forse sono dunque i PC ad essere stati progettati male, e Palladium rimedia a questa anomalia.

Il problema è che Palladium/TCPA non è concepito per proteggere noi utenti come ci vogliono far credere: è concepito per tutelare gli interessi dei produttori di hardware, software e media. Per esempio, è vero che un computer TCPA non eseguirà un virus (sarebbe software non certificato), ma non farà nulla contro un worm o una semplice pagina Web che contenga script che sfruttano una falla del sistema operativo. Non ci proteggerà dai furti dei codici delle carte di credito, che usano meccanismi su cui il TCPA non ha alcun effetto. Non ci proteggerà contro i crash delle applicazioni che ci fanno perdere ore di lavoro: il fatto che un programma sia certificato non ne garantisce affatto la robustezza. Per contro, consentirà alle industrie del software, del disco e del cinema di mungerci a loro totale piacimento. Proteggerà loro contro ogni tentativo di difendere i nostri diritti.

Diritti fondamentali

Quando parlo di “diritti” non mi riferisco soltanto al diritto di riversare su cassetta un CD regolarmente acquistato o di acquistare un DVD mentre si è in vacanza all’estero e vederselo a casa. Parlo anche di diritti un pochino più fondamentali.

Nell’intervista a MSN/Newsweek, Bill Gates pronuncia questa frase: “Ci siamo avvicinati al problema pensando alla musica, ma poi ci siamo accorti che l’e-mail e i documenti sono ambiti molto più interessanti”. L’idea, insomma, è di applicare le protezioni di Palladium non solo a musica, video e software, ma anche ai documenti.

Gli esempi proposti nell’articolo sono rassicuranti: l’utente potrà scrivere e-mail che soltanto le persone autorizzate potranno copiare o inoltrare ad altri, e potrà creare documenti Word che saranno leggibili solo per una settimana. Tranquilli, ci viene detto, l’utente è sovrano.

Ma il meccanismo di Palladium funziona anche nell’altro senso. Una macchina Palladium può essere impostata in modo da bloccare l’accesso a pagine Web ritenute pericolose. Ad esempio, un pirata decide di mettere online una copia di un film, o un pedofilo pubblica la propria collezione fotografica di brutalità . Invece di perdere tempo con costose cause e indagini internazionali, è possibile riprogrammare da remoto tutti i computer Palladium in modo che non possano accedere a questi siti. Per restare al passo con i pirati, infatti, le autorizzazioni di Palladium sono gestite tramite server centrali e sono revocabili e aggiornabili in qualsiasi momento.

E’ un sistema molto efficiente, ma chi lo controlla? Usare Palladium significa togliere l’amministrazione della giustizia ai tribunali e metterla nelle mani delle aziende. Supponiamo che io scriva sul Web qualcosa di sgradito a Microsoft: chi mi dice che l’azienda di Redmond non userà Palladium per oscurarmi? Se qualcuno pubblica una brutta recensione dell’ultimo disco di Celine Dion, la Sony otterrà un’ingiunzione per usare Palladium per bloccarla? Se qualcuno rivela che il prossimo film di Star Trek è una boiata colossale, la Paramount lo zittirà ? Se le mie idee politiche o religiose sono sgradite nel mio paese, il governo ordinerà ai server di Palladium di farle sparire dal Web?

La tentazione è forte, anche perché il sistema è rapido e indolore. Niente tribunali, niente cause, niente avvocati: due comandi su un terminale, e il gioco è fatto. Gli utenti Palladium non si accorgeranno neppure della censura. Non sapranno mai che è avvenuta.

Il finto pulsante di spegnimento

Va detto che secondo le specifiche del TCPA tutte le sue funzioni sono disattivabili dall’utente, che è libero di avviare il proprio PC nella maniera tradizionale. Questa facoltà è sicuramente stata introdotta per tranquillizzare gli utenti preoccupati delle proprie libertà , ma in realtà è un’operazione di facciata.

Avviando il PC senza TCPA, non potrete usare nessuno dei suoi programmi certificati. Potrete forse far girare programmi non certificati (quelli attuali, per esempio), che però non riusciranno a comunicare con le periferiche, che per motivi di protezione del copyright si aspetteranno soltanto dati certificati. Se così non fosse, potreste stamparvi un libro scaricato da Internet oppure masterizzarvi un CD.

Le cose peggiorano ulteriormente quando cercherete di andare sul Web. Se il sistema prende piede, in nome della sicurezza i siti Web commerciali rifiuteranno le connessioni dagli utenti che non usano macchine protette da Palladium. Questo costituirà un grande incentivo ad acquistare queste nuove macchine, il cui numero crescente spingerà sempre più siti ad abbracciare Palladium, creando un effetto valanga identico a quello ottenuto nei browser da Internet Explorer: già ora molti siti non sono visitabili con browser diversi da quello Microsoft.

Occasione da non perdere

Per le grandi aziende, Palladium è davvero la Soluzione Finale: Linux e Apache eliminati, pirati dei media debellati, i programmatori indipendenti sul lastrico. Chi controlla Palladium controlla tutti i computer e, dietro gentile richiesta, controlla anche la libertà di lettura. Un quadretto desolante.

Considerati i nomi e i capitali che appoggiano l’iniziativa Palladium/TCPA, sembra che ci si debba arrendere all’inevitabile. Soprattutto dopo gli eventi dell’11 settembre, c’è un’insensata corsa mondiale ad abbracciare incondizionatamente qualsiasi tecnologia che prometta anche vagamente di darci maggiore sicurezza. E’ fondamentale, invece, distinguere fra sicurezza reale e paccottiglia commerciale.

Lottare contro questo abominio si può: lo abbiamo già fatto con successo in passato con il famoso numero di serie unico annidato nei Pentium III e poi rimosso a furor di popolo dalle generazioni successive. Il primo passo di questa lotta è diffondere la consapevolezza del problema. Questo è il mio piccolo contributo in proposito

Ecco …tanti colossal apocalittici americani dove si vedevano aerei che si schiantavano contro i grattecieli con migliaia di morti e di feriti ed uno scenario agghiacciante di distruzione.
Che poi si e’ avverato.
Poi una miriade di films dove raccontano di un’epoca prossima ventura dove le macchine si ribellano e l’ umanita’ finisce schiava di un computer unico centrale consenziente.
Dalla “Rivolta dei Robots” di Yul Brinnen all’ ultimo fantascientifico “Matrix”.
Che gli americani ci abbiano anticipato anche questa triste fine ??? :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

Godetevi anche questo link:

http://windows.zdnet.it/framer.php?url=http://www.apogeonline.com/webzine/2002/10/01/01/200210010102

… e dulcis in fundo:

http://www.gamesindustry.biz/content_page.php?section_name=pub&aid=830

Caro Mina,sembra proprio che a nessuno gliene importi un caz…
e dire che è una cosa importantissima…

Romravan si siono sprecati ben 2 post in questo forum (e altri 2 nel forum di Clony).
Tutti conosciamo Palladium e ciò che implica una sua realizzazione. Al momento sono troppe poche le periferiche che ne fanno uso e quindi l’opinione pubblica non si sente molto minacciata da un qualcosa che di fatto ancora non esiste. Io penso che appena faranno la comparsa le prime CPU Palladium, allora scoppierà un vero e proprio casino.
La mia paura magiore è data dal fatto che probabilmente dovremmo montare dei modchip anche nel PC. E poi se io uso un componente hardware Palladium (es: CPU), ma altre periferiche non hanno il Palladium, queste continueranno a funzionare o si avranno problemi ?

Immagina questo…
…tu navighi con palladium disattivo …
…e dal momento che sei on-line…
… qualcuno spierà tutte le tue mosse…
…perchè se non usi palladium sei gia sul mirino…

L’unica è che tutti si rifiutino di acquistare palladium…
… se entri in un negozio basterà che tu su 2 PC uno palladium e uno no tu scelga quello NO!!

Se un negozio non ha PC normali…
semplice cambi negozio…

Se invece lo comperi perchè pensi che tutti lo compreranno
sai già di che morte morirai.

E va notato che questo progetto non è Microsoft che lo spinge
ma ben si Gli Stati Uniti che in questa maniera con un bottone potranno spegnere tutta la tecnologia esistente sul pianeta.

Palladium non significa solo PC, ma il PC sarà l’inizio e seguirÃ
al resto di tutte le apparecchiature collegate alla rete.

Dimentichi un particolare: e se tutto ad un tratto i PC Palladium costassero pochissimo mentre i PC di oggi li trovassi ad un prezzo maggiorato, che so, il doppio od il triplo?
Sei proprio sicuro che la gente continuerebbe a comprare i PC tradizionali?
E’ proprio questa legge di mercato che mi terrorizza maggiormente.
Basta poco ad imporre un nuovo standard per soppiantare radicalmente il vecchio: abbattere drasticamente i prezzi del nuovo prodotto e far lievitare quelli del vecchio.

Purtroppo Mina il tuo discorso non può reggere a livello economico. Ti spiego subito il perchè. Un Pc Palladium dovrà per forza di cose costare di più di uno normale perchè ci sta tutto il codice di autentificazione da inserire in ogni periferica. Oltre a questo vendere un PC Palladium a metà del prezzo di un normale farebbe andare in perdita tutte le aziende come Intel, Nvidia & CO. e non avrebbero la certezza di un ritorno di capitali. Inoltre probabilmente verrebbero usati dei modchip e quindi anche l’industria musicale/discografica si troverebbe spiazzata. Il problema reale invece è che ci imporranno questo standard producendo semplicemente software/hardware solo Palladium !!!

è la prima volta che vengo a conoscenza di palladium proprio grazie ai vostri post …ed è questo tipo di divulgazione è l’unica cosa che possiamo sruttare contro questa palese ingiustizia!!
Parlare parlare e ancora parlare, informare chi (come ho letto da qualche parte) pensa di acquistare un pc come se fosse una “lavastoviglie”
boicottiamoli tutti questi bastardi!!!

qui sotto c’è il link per una petizione

http://www.antipalladium.netfirms.com/indice.html

ciauz

Se a uno piace i VideoGiochi e questi uscissero solo per palladium, niente male, il gioco per PC morirà e tutti potranno usare la console del momento per giocare.

per il software l’alternativa OpenSource esiste e si sta espandendo sempre di più, e sicuramente girerà sul pc normale.

Inizieranno anche delle politiche del tipo…

PC Pubblicizzati open Source con un sistema operativo alternativo
Quindi potrebbe essere una manovra a doppio taglio, potrebbe essere quella goccia che farà migrare tutti gli utenti che posseggono una testa ad un sistema alternativo a Microsoft.

Una cosa poi mi rimane molto oscura: tutti i grossi server preferiscono usare Linux perchè considerato molto più stabile di Winzozz e che farà il consorzio Palladium ?

Sicuramente metteranno una variante di REDHAT mascherata sotto un nuovo nome, e spacciandola per un nuovo OS…

Visto che microsoft la ha acquistata… un acquisto del genere non si fa solo per Regalare un sistema linux…

comunque ragazzi siamo coerenti cominciamo a BOICOTTAREsin da ora le periferiche col riconoscimento a Palladium

Questo è un altro quote sull’argomento…

Se nonostante tutto sospettate ancora che Palladium e le altre iniziative analoghe (TCPA) siano semplici ipotesi di qualche mente malata che non verranno mai concretizzate, vi farà riflettere forse l’annuncio di Intel del 10 settembre 2002, secondo il quale la sua prossima generazione di chip, quella che succederà al Pentium 4 nella seconda metà del 2003, includerà funzioni antipirateria, denominate LaGrande, che dovrebbero “proteggere gli utenti dagli aggressori informatici e dai virus e offrire a chi produce mediadigitali potenti strumenti per controllare l’uso dei propri prodotti.”

Cito dall’articolo: sarà possibile “impedire ai PC che usano LaGrande e la tecnologia software Palladium di Microsoft di copiare CD, inoltrare determinati documenti, o eseguire software privo di licenza”. Sì, avete letto bene: “inoltrare determinati documenti”. Forse sono paranoico, ma a me suona tanto come un eufemismo per “censura”.

Insomma. abbiamo un chip e una data (il 2003). Ancora convinti che Palladium sia un parto del sensazionalismo giornalistico? Convinti che i consumatori sapranno ribellarsi? Considerate l’indifferenza generale (al di fuori della stretta cerchia degli informatici) riguardante i CD musicali anticopia prima di rispondere.

Continuo a quotare pezzi inetrressanti:

Non vi è dubbio sull’intenzione dei chipmaker di realizzare Palladium. Opteron, il prossimo processore di AMD, in uscita nel primo semestre del 2003, supporterà Palladium, come annunciato formalmente da Patrick Moorhead, portavoce di AMD. Lo stesso farà Intel con il successore del Pentium 4, denominato LaGrande, previsto per la seconda metà del 2003.

Il supporto per Palladium sarà disattivabile da parte dell’utente, ma in tal caso il computer non potrà eseguire contenuti protetti, come ad esempio musica, film, libri, documenti e applicazioni certificate Palladium.

Chi vuole evitare i processori Palladium potrà certo rifugiarsi nell’usato, nelle macchine Apple e nelle workstation non basate su chip Intel e AMD, ma dall’anno prossimo sarà estremamente difficile procurarsi un nuovo PC per Windows che non contenga i chip conformi al progetto Microsoft.

Le schede audio Creative sono già imbavagliate
L’iniziativa Palladium prevede che non solo il processore, ma l’intera catena di dispositivi presenti nel computer adotti contromisure per evitare l’intercettazione e la duplicazione non autorizzata dei contenuti protetti. Non ha senso, infatti, avere una CPU Palladium se poi basta intercettare il flusso di dati di una periferica per ottenere una copia digitale perfetta.

Per esempio, occorre sfogliare i file readme di documentazione che accompagnano le schede audio Sound Blaster Audigy e Sound Blaster Live di Creative per scoprire che la loro uscita digitale si disattiva quando viene eseguito contenuto protetto (tipicamente musica). Non importa se l’utente possiede la licenza per ascoltare il brano protetto e se l’ha regolarmente pagato: l’uscita digitale è spenta, punto e basta, per cui non è consentita neppure la copia privata personale, nonostante tale copia sia un diritto ribadito dalla recente Direttiva Europea 2001/29/CE.