Informazioni su programmi per restaurare Lp in vinile

vbimport

#1

Ci sono molti programmi che effettuano restauri su registrazioni da LP in vinile (Cool Edit 2000, Sound Forge 5.0, Dart pro 32, Steinberg Clean) purtroppo però non ho ancora trovato una guida su come utilizzarli al meglio; ogni programma ha diverse funzioni variabili per ottenere il risultato migliore e anche se è presente l’anteprima, vorrei sapere come funzionano e come operano queste funzioni. Insomma avrei bisogno di una guida oppure che qualcuno mi spieghi in poche parole come operare dettagliatamente su un determinato programma (frà quelli che ho citato) per rimuovere rumori e fruscii dai vecchi dischi in vinile.
Grazie


#2

guarda che se vai nella funzione “help” di cool edit 2000 ci trovi addirittura dei tutorials…:cool:


#3

Anch’io sono interessato all’argomento. Mi piacerebbe trovare qualche appassionato/esperto in grado di illustrare le caratteristiche di tali prog (ce ne sono tanti ma quale il migliore? che settaggi usare? quali requisiti hardware/hi-fi sono veramente necessari?).
Se nel forum c’è qualcuno in grado di farlo o di indirizzare su qualche sito (italiano o inglese), gliene sarei grato.


#4

Io ho provato lo steinberg e cool edit, che uso da anni con soddisfazione. Dello steinberg ricordo la veste grafica e la possibilità di ascoltare gli effetti in tempo reale, a patto di avere una macchina abbastanza potente e con MOOOLTA ram
Però lo usavo un 3 anni fa, quindi credo con un P2 a 300 con 64 Mb Ram. Oggi che i Mhz e la Ram la tirano appresso, sono certo che vanno benissimo le specifiche (per es.) Divx;-)
per essere più preciso un processore dal 500 in su è ok. Per la RAM e per lavorare tranquilli direi non meno di un 128. I filtri dello steinberg, però, non erano un gran che, e cool edit (all’epoca shareware al 100%) lo superava ad occhi chiusi.

Il vero problema è l’acquisizione dei dati analogici, di solito “conciatelli”. Procuratevi un’ottima sk audio, possibilmente con attacchi dorati, e utilizzate connettori di qualità per non aggiungere disturbo al master originale. Preamplificate il giradischi con l’ampli dello stereo, oppure con il Terratec preamp che è veramente buono e vi consente di attaccare direttamente il giradischi al Picchio.

Inoltre, calcolate che per applicare i filtri sui brani va via abbastanza tempo. Epoi, più settate in via “aggressiva” i filtri per l’eliminazione del rumore (noise), dei sibili (hiss) e del rumore di frittura del disco (click), più aumentate la possibilità di modificare in maniera significativa la dinamica del suono (leggi: fare una gran porcata).
Alla fine delle modifiche, comunque, usate la funzione di “normalize” per eliminare i picchi anomali del brano (e ricordate che la dinamica del suono ne sentirà decisamente gli effetti.

Quindi, consiglio da amico: lasciate SEMPRE abilitata la funzione di UNDO, dovesse non piacervi il risultato finale. E, se siete audiofili convinti, non vi piacerà quasi mai se non dopo ORE di tentativi… storia di vita vissuta!

Morale della favola: sperimentate, sperimentate, sperimentate. Anche NERO ha già di serie alcuni filtri per la pulizia del segnale, e per “iniziare” e capire come si usano vanno già bene, secondo me (sono tirati fuori da un programma professionale).

Non cercate maestri, in fondo si tratta essenzialmente di gusto personale. E tante volte i veri “appassionati” come me lasciano tutto così com’é, tanto poi non si è mai soddisfatti al 100% del risultato ad un ascolto successivo…


#5

Ciao!
Io sono tra le tante altre cose un audiofilo maniaco del suono, e mi sono cimentato tempo fa a trasferire alcuni LPs su DAT e successivamente su Cd tramite connessione coassiale digitale.
Purtroppo non esistono programi in grado di effettuare un lavoro di restauro perfetto, senza tra l’ altro intaccare la qualita’ della registrazione originale.
Infatti tutti i programmi che avrebbero la pretesa di togliere i fastidiosi “click” deteriorano chi piu’ chi meno tutto il brano trattato.
Come funzionano suddetti programmi?
Hanno un algoritmo che analizza la dinamica del suono.
Quando si accorgono che nel giro di pochi millisecondi il volume del brano in questione cambia improvvisamente di molti decibel, considerano tale variazione un disturbo e lo attenuano calcolando una media tra il segnale della traccia presente prima e dopo il click.
Una sorta di rattoppo digitale insomma, che pero’ puo’ non funzionare sempre.
Infatti esistono alcuni strumenti musicali che producono variazione di picco repentine nel giro di qualche millisecondo, e corrono il rischio di essere attentuate pur essendo parte integrante del brano stesso.
Tieni presente inoltre che ogni volta che tu intervieni su di un brano musicale (declick, dehiss, degauss, equalizzazione, normalizzazione, ecc) tutti i dati della forma d’ onda vengono ricalcolati da un algoritmo e quindi ogni volta hai una totale rimanipolazione matematica di tutti i dati, con conseguente distorsione digitale.
La soluzione ?
Con un programma di editor audio tipo Wavelab o Soundforge, edita la forma d’ onda, isola il picco da eliminare, fai una bella zoomata, seleziona la porzione precisa di disturbo da togliere e fai “change gain”, selezionando i decibel di riduzione appropriati.
Lo so, e’ un lavoro lungo e macchinoso, pero’ alla fine puoi ottenere ottimi risultati senza avere intaccato minimamente la qualita’ del suono originale!
Per ulteriori chiarimenti sono qui!


#6

Hai mai provato l’opzione gain con wavelab, Minamoto Kobayashi?
ti da un range tra il 50 e il 200% dei db iniziali. Non mi pare si possa fare quello che dici tu.
Io con il wavelab uso il plugin directX della sounforge per il declicking e va discretamente bene. Soprattutto non ci perdo delle ore come passarmi a mano tutte le tracce.
La qualità che si perde nel momento in cui si digitalizza tramite scheda audio comune un suono analogico è molto maggiore di quella “ricalcolando la forma d’onda con un algoritmo”; peciò nel complesso dell’operazione mi sembra trascurabile.
Il problema è a mio avviso più importante togliendo il fruscio a un nastro, dove si tagliano completamente alcune frequenze.
Inoltre i “clicks” di un lp non sono come i clicks digitali di un cd copiato male, ma sotto hanno anche della musica, perciò azzerando il volume in quel tratto si sente un piccolo “buco”, a volte.
Azz. che post lungo. Che stia diventando un audiofilo? AAAARRRRG!!


#7

Ciao!
Io per campionare uso il campionatore del mio DAT SONY serie ES, ha un convertitore ottimo, nulla a che vedere con i giocattolini delle schede audio comuni per PC.
La scheda audio del PC la uso solo perche’ ha gli ingressi digitali SPDIF, cosi’ mi importo il suono gia’ in formato digitale.
Il click degli LP di norma e’ di qualche millisecondo, fino ad un massimo di 50 … applicando ad esempio un CHANGE GAIN di -20, lo schiocco sparisce ma non si sente il buco, visto che si tratta di una frazione di tempo piccolissima …


#8

Io dopo tentativi diversi utilizzo già da parecchio tempo lo stesso metodo di Mina.
Il fatto di tagliare è vero, ma è anche stupefacente che un “clic” da un punto di vista uditivo sembra lunghissimo, ma il cut da effettuare (di solito) è lungo 2 o 3 centesimi di secondo, quindi, non è che venga alterato più di tanto ciò che si ascolta.
Per il fruscio… sono d’accordo. Anche utilizzando un compressore/espansore di dinamica, …è dura.

Ciao
Venerdi