Future is coming

vbimport

#1

Ciao.

ricevo e rigiro il bolletino di VOLftp news di questa settimana.

Non ho resistito alla tentazione di farvi fare quattro risate…


Ciao a tutti…

[servizio esclusivo per gli utenti di VOLFTP]

La scorsa settimana ho ricevuto una gradita telefonata da un amico che
non sentivo da oltre 10 anni.

“Ciao Franco” fa la voce al telefono.

Attimo d’imbarazzo, chi sara’ mai?, la voce sembrava familiare ma una
veloce ricerca nel database mentale delle conoscenze non sortisce
alcun effetto, per cui rischiando la brutta figura azzardo…

“Io bene ma, scusa, chi sei?”

“Mauro… Mauro XXYY!”

Subito un flash-back, si trattava di un amico con il quale avevo
condiviso la passione della tecnologia dai primi anni del liceo,
universita’, prime esperienze lavorative e che avevo perso di vista quando aveva abbandonato la Sardegna agli inizi degli anni '90 dopo la laurea in ingegneria elettronica, quando trovare un’occupazione nel settore era abbastanza problematico nell’isola.

Seguono cinque minuti di rivisitazioni e ricordi comuni che vi risparmio ma che potete immaginare e arrivo al dunque…

" Vedo" fa lui " che sei salito al volo sul treno di Internet non appena e’ nato, ho seguito VOLFTP dalla sua nascita e l’ho usato spesso, ma non ti ho telefonato per farti i complimenti (Segue risata
ironica) sono rientrato in Italia il mese scorso e vorrei invitarti a vedere qualche cosa che potrebbe interessarti, vuoi venire?"

“Certamente” faccio io " dove ti trovo, a casa dei tuoi?"

Attimo di pausa… e nuova risatina ironica " C’e’ un elicottero della ditta per cui lavoro che viene in Sardegna a ritirare del materiale, ti puo’ dare un passaggio, se ti sbrighi puoi prenderlo all’aeroporto
di Cagliari"

Non e’ la prima volta che salgo su di un elicottero, ma questo e’ di quelli SUPER che si vedono solo nei film (avete presente quello della scena iniziale e finale di Jurassic Park?) : rotore, turbina, carrello retrattile, HOSTESS a bordo (di quelle con minigonna vertiginosa e camicetta aderente che al paragone Anna Falchi e’ meglio che si nasconda ;-))

Come salgo a bordo mi viene consegnata una cartella ed un pass, mi sento tanto 007 in missione, e do un’occhiata ai compagni di viaggio. Uno ha i lineamenti inconfondibili di un asiatico e l’altro quelli di uno scandinavo e parlano fitto fitto in un inglese che va
oltre le mie capacita’ linguistiche, ogni tanto mi sorridono cortesemente ma per tutto il viaggio non riesco a scambiare una parola con loro.

Puntiamo direttamente sul mare (siamo in Sardegna!!) e dopo 80 minuti di volo atterriamo in una localita’ imprecisata dall’altra parte del Tirreno. Mauro e’ sulla pista d’atterraggio e non dimostra assolutamente che sono passati 10 anni dall’ultima volta che ci siamo incontrati, il camice bianco mette in risalto un’abbronzatura sospetta per la stagione, ma quello che mi incuriosisce e’ la sigla stampigliata sul suo pass che ricorda una nota multinazionale
dell’elettronica.

All’ingresso verificano i nostri pass e mi fanno firmare una dichiarazione che mi impegna a non rivelare nomi, marchi, localita’ (cosa inutile in quanto non so dove mi trovo) di cui posso venire a
conoscenza durante la visita.

Dopo una buona mezzora passata e chiacchierare amabilmente dei tempi trascorsi insieme ero decisamente sulle spine e ad un certo punto non
ce l’ho fatta a trattenermi… " Cosa ci fai qui?"

“Vieni” fa lui e prendiamo un ascensore che ci porta un paio di piani sottoterra “ti faccio vedere qualche cosa che puo’ interessarti”

La sala in cui ci troviamo e’ zeppa di terminali e diversi schermi LCD coprono un’intera parete, su di un tavolo un paio di… telefonini, o almeno sembrano telefonini di foggia moderna che non ho mai visto in circolazione. Subito il mio Nokia 9110 mi pare un oggetto da museo.

Mauro ne prende uno e fa qualche cosa perche’ all’improvviso lo schermo del “telefonino” si accende e compare un display sufficientemente grande e definito da poter osservare tutto cio’ che
ci circonda come se fosse lo schermo di una moderna videocamera digitale, me lo porge e lui ne prende un altro.

“Franco” fa lui " questo e’ quello che useremo tra non molto al posto dei telefonini, un terminale personale intelligente che ci permettera’ di spostarci portandoci appresso la casa, l’ufficio, gli affari, il tempo libero in ogni angolo del mondo"

“Si vabbe!” faccio io “raccontala ad un altro, dopo il flop del Wap non ci crede nessuno”

Solito sorrisetto ironico di Mauro e parte la dimostrazione.

Accosta la bocca al telefonino e sussurra" telefono, 1001"

Subito lo schermo del mio telefonino si anima e appare sul display il viso familiare di Mauro, un vivavoce dall’audio eccezionalmente chiaro mi permette di sentire quello che lui sta dicendo dall’altra parte
della stanza, anzi la sensibilita’ e’ talmente elevata che si ha un leggero effetto eco dovuto al volume elevato del mio vivavoce.

I comandi sono quasi tutti vocali ed il riconoscimento, come mi spiega Mauro, e’ basato su di un campionamento della mia voce che dura meno
di un minuto e viene memorizzato dal telefonino in fase sequenziale, ovvero man mano che parlo al telefono l’acquisizione e la perfezione
del sistema migliora in modo trasparente a quello che fa l’utilizzatore.

Il sistema di autoistruzione e’ semplicissimo: vengo invitato dal programma di training a ripetere in sequenza delle parole di cui non percepisco il significato, ma in meno di un minuto anche io sono in
grado di comunicare con il mio telefonino.

<segue>…